Baldrighi (direttore commerciale Acciaieria Arvedi):
«Domanda robusta e settori utilizzatori in crescita in Ue»

Acciaieria Arvedi

“Sono numerosi i fattori che stanno, su vari livelli, agendo sull’andamento del mercato dell’acciaio nelle ultime settimane. Da un lato i prezzi in deciso rialzo, sospinti dai rincari delle materie prime. Ma anche l’istituzione di dazi da parte dell’Europa su produzioni siderurgiche realizzate in regime di dumping. E non solo.”
Questi ed altri i temi trattati da Fabio Baldrighi, direttore commerciale di Acciaieria Arvedi, in un’intervista di Fiorenza Bonetti per SiderWeb

Dottor Baldrighi, il rincaro delle materie prime (rottame, minerale e coke, in ordine temporale inverso) e dei costi energetici (come conseguenza dei problemi alle centrali nucleari francesi) hanno portato ad un aumento delle quotazioni dei prodotti finiti, piani compresi. Quanto è stretta la correlazione tra questi fattori? Ne esistono altri che hanno condizionato il trend? Tra questi vi è anche l’innalzamento dei prezzi sui mercati mondiali?

Il driver principale dell’aumento dei prezzi dei prodotti finiti è l’aumento delle materie prime, la correlazione tra questi fattori è molto stretta. I fondamentali sono buoni (crescita del GDP in EU prossima al 2%) e la domanda piuttosto sostenuta, trainata da alcuni settori, in primis l’automotive ma anche l’elettrodomestico e l’edilizia residenziale. Contribuisce al rafforzamento del trend l’andamento positivo dei prezzi in tutti i mercati internazionali, soprattutto in quello orientale, e la decisa inversione di tendenza di quello americano nelle ultime settimane.
Inoltre, sul mercato domestico ed europeo, ha influito sulla ripresa dei prezzi anche un fenomeno di ristoccaggio dei magazzini ed una minore offerta di materiale dalla importazione.

Quale durata vi attendete per il fenomeno? Qualche settimana o un raggio temporale più esteso?
Difficile prevedere la durata del fenomeno; senz’altro le quotazioni dei prodotti piani risentiranno delle oscillazioni delle materie prime, in particolare del carbone. Tuttavia, se la UE riuscirà ad implementare una efficace azione di difesa del nostro libero mercato dagli effetti distorsivi causati dalle importazioni in dumping da Paesi terzi, entreremo in una fase di relativa stabilità, a beneficio di tutti i settori utilizzatori.
Ritengo inoltre che influirà sulla durata del fenomeno anche la modalità e la frequenza con la quale gli aumenti verranno proposti ai vari settori del mercato: credo infatti che gli aumenti debbano essere proposti in maniera continua ed equilibrata per essere assorbiti dal sistema distributivo e dai clienti finali. Nelle ultime settimane abbiamo agito in questo modo e i riscontri e la percezione degli operatori ci confortano e ci inducono a continuare su questa strada.
Se vogliamo noi produttori che questo ciclo sia il più lungo e virtuoso possibile, dobbiamo monitorare attentamente le richieste dei nostri clienti e offrire quantità e termini di consegna in linea con le medie che abbiamo sempre ricevuto anche in periodi ove la richiesta era bassa, al fine di non alimentare questo aspetto della domanda apparente che potrebbe essere pericoloso.

La domanda: a vostro avviso, in che percentuale è frutto di domanda apparente e in quale di consumo reale?
Senza dubbio vi è un effetto generato dal consumo apparente da considerare nell’esame della domanda attuale. Ma ribadisco, la domanda è robusta e l’attività industriale in Europa nei primi 9 mesi dell’anno è cresciuta dell’1,3% e l’attività dei settori utilizzatori di acciaio del 2,3%.

L’istituzione di misure commerciali di protezione da parte dell’Ue ha generato degli effetti per la vostra produzione in termini di richieste nazionali ed europee?
Anzitutto, tengo a precisare che non si tratta di “protezione,” ma di difesa del nostro libero mercato, volta a correggere le distorsioni provocate da operatori sussidiati dai loro stati di provenienza. Nei primi 9 mesi dell’anno non si registra affatto un calo delle importazioni. Per quanto ci riguarda, se confrontiamo i dati di vendita per area degli ultimi due anni le percentuali non cambiano.
Noi siamo una realtà molto presente sul territorio nazionale, che non ha aumentato le vendite in questa area pur avendo offerto e quotato tutte le richieste pervenute. Abbiamo invece registrato richieste crescenti dai Paesi europei, soprattutto dalla Germania, dove abbiamo incrementato i volumi di vendita, sostituendo in parte quella porzione di vendite che veniva fatta nei Paesi area dollaro.

Le sarebbe possibile anticiparmi qualche numero relativo al 2016? Quale andamento complessivo ha evidenziato il vostro business nell’anno che si sta per chiudere?
L’anno che si sta per chiudere è stato caratterizzato da un primo trimestre molto difficile con prezzi del nostro prodotto finito tra i più bassi degli ultimi anni e con margini praticamente inesistenti. La situazione andata poi via via migliorando e stiamo ora chiudendo l’anno con dei margini in linea con gli obiettivi aziendali.

Articolo completo di Fiorenza Bonetti su SiderWeb